Finanza

La transizione energetica ci guida da un’economia basata sui fossili ad una a basso carbonio, che sarà significativamente a più alta intensità di capitale: questo richiede di modificare la maniera con cui noi pianifichiamo e gestiamo i sistemi energetici.

La sicurezza della fornitura di energia verrà sostituita da quella della fornitura di materiale; dalla pianificazione di risorse integrate attraverso la filiera della offerta energetica, il focus si sposterà verso l’integrazione settoriale tra elettricità, calore e trasporto. Dall’essere orientati all’offerta, ci sposteremo verso domanda e offerta come pilastri equivalenti di un sistema energetico sostenibile. Piuttosto che preoccuparsi per le emissioni ambientali, la circolarità in un sistema ad alta intensità di capitale – e quindi di materiale – richiede molta più analisi.

La spesa di capitale per progetti esistenti o nuovi tra il 2018 ed il 2025 ammonta a 3.300 miliardi di dollari nello scenario “Sotto i 2°C

Da una prospettiva finanziaria, un sistema energetico sostenibile “capital-intensive” si basa sulla disponibilità di abbondanti capitali con ragionevoli tempi di ritorno. Il ritorno richiesto dagli investitori per un progetto è strettamente collegato al rischio percepito; tale rischio può essere riferito a nuove tecnologie, politiche o mercati.

Il rischio tecnologico si verifica quando si sta introducendo una nuova tecnologia nel sistema energetico. La sua performance è ancora sconosciuta e quindi può discostarsi significativamente dalle aspettative. Un governo -tramite le sue istituzioni finanziarie oppure tramite un impegno programmatico- potrebbe co-investire, come strategia per ridurre tale rischio per gli operatori del mercato.

Il rischio politico si verifica perché gli investimenti nelle tecnologie energetiche abbracciano decenni, mentre il mandato tipico per un governo è limitato a 4/5 anni. Perciò è imperativo avere una direzione ed un progetto a lungo termine per la transizione energetica, che sia il più chiaro possibile, nonostante la relativa inesperienza con le tecnologie emergenti ed i nuovi strumenti politici.

Infine, i rischi del mercato si manifestano perché i prezzi futuri delle nuove fonti energetiche, come l’idrogeno, il bio-gas, i certificati verdi o persino l’elettricità rinnovabile sono incerti. In questo caso, il meglio che un governo possa fare è di non distorcere i mercati e di avere in funzione un meccanismo di sostegno e tassazione che sia in linea con gli obbiettivi a lungo termine.

Oltre al quadro dei rischi per facilitare gli investimenti da parte del mondo del business, dall’industria, da città e governi, una tendenza molto promettente è la partecipazione dei cittadini alle comunità energetiche. Oltre al beneficio ambientale ed economico della transizione energetica, queste affrontano una dimensione sociale promuovendone l’accettazione popolare e rinforzando allo stesso tempo il tessuto locale. Ultimo, ma non meno importante, esse sfruttano nuove correnti di investimenti di capitale, rendendo possibile l’aumento di scala fino alle migliaia di miliardi di euro che saranno necessari secondo IEA o IRENA.

(tratto da DecarbEurope 2018, capitolo sulla Finanza)

DecarbEurope 2018 - capitolo 5

Scarica e leggi il capitolo dedicato alla Finanza, con i paragrafi:

pag.52 – Proposta
pag.53 – Come Funziona
pag.54 – 10 Fatti
pag.55 – 5 Soluzioni Politiche
pag.56 – I Leader dell’Industria
pag.58 – Storie di Successo