Tecnologie Elettromagnetiche

In generale, le lavorazioni con tecnologie elettromagnetiche riscaldano o fondono i materiali che vengono usati nella vita di ogni giorno. Il processo di riscaldamento è centrale per la produzione di una vasta gamma di materiali civili ed industriali.
Il metodo tradizionale consiste nel riscaldare l’aria in una fornace, bruciando del combustibile fossile e trasferendo il calore al pezzo in lavorazione per convezione; questo metodo presenta notevoli inconvenienti: un’efficienza termica più bassa, un minore trasferimento del calore al prodotto, richiede uno spazio maggiore, è rumoroso e produce diversi sottoprodotti della combustione come CO, CO2 ed altri particolati. Le tecnologie elettromagnetiche usano invece lunghezze d’onda nello spettro elettromagnetico che corrispondono alle microonde, onde radio, infrarossi ed ultravioletti. I metodi di riscaldamento diretto generano il calore all’interno del pezzo in lavorazione, facendo passare una corrente elettrica oppure inducendo una corrente elettrica (corrente parassita) dentro al materiale.

Queste tecnologie offrono benefici significativi rispetto alle alternative coi combustibili fossili e contribuiscono alla decarbonizzazione, poiché non producono emissioni in loco.

 

A seconda della maniera con cui viene prodotta l’elettricità, queste tecnologie porteranno ad un miglioramento nella qualità complessiva dell’aria. Oltre al minore impatto ambientale, altri vantaggi tipici delle tecnologie di riscaldamento elettrico sono:
• Un minore costo di investimento
• Un impianto compatto in rapporto alla capacità produttiva
• Non c’è trasporto e stoccaggio di combustibile

l vantaggio intrinseco della maggior parte delle tecnologie di riscaldamento elettrico sta nel fatto che esse generano calore all’interno del materiale sottoposto al trattamento, portando a dei vantaggi in termini di controllo del processo ed efficienza nell’uso finale dell’energia. Tipicamente, si può osservare un fattore 2 nel miglioramento nell’efficienza energetica finale, a seconda del processo: ciò significa che le lavorazioni elettromagnetiche possono potenzialmente dimezzare la domanda finale di energia per i processi di produzione del calore nell’UE, pari al 20% della domanda finale di energia nella stessa UE.

Un’altra differenza importante tra le fornaci elettriche e quelle alimentate ad energia fossile sta nelle perdite per ossidazione nei processi dei materiali. Tipicamente, le perdite per ossidazione sono del 2 – 4% nei bruciatori fossili e dell’1% o meno nei processi elettromagnetici. Sebbene la perdita di pochi punti percentuali di materiale attraverso i fumi possa sembrare poco significativa, questa differenza conta molto poiché si verifica ogni volta che un materiale viene riciclato; l’impatto ambientale del materiale perso deve essere attribuito al processo in cui avviene tale perdita. L’Europa ha bisogno di queste tecnologie per raggiungere i suoi obiettivi di energia e clima, e per conseguire le sue aspirazioni di economia circolare.

(tratto da Decarbeurope 2017, capitolo sulle Tecnologie Elettromagnetiche)
DecarbEurope, capitolo 1

Scarica e leggi il capitolo dedicato alle Tecnologie elettromagnetiche, con i paragrafi:

pag.12 – Proposta
pag.13 – Come Funzionano
pag.14 – 10 Fatti
pag.15 – 5 Soluzioni Politiche
pag.16 – I Leader dell’Industria
pag.18 – Storie di Successo