IMO MARPOL GHS

International Maritime Organisation: MARPOL allegato V e gli sviluppi del codice IMSBC

Nel 2012, l’IMO- International Maritime Organization- ha adottato nuovi orientamenti per coprire gli sviluppi delle valutazioni del rischio più sistematiche per le rinfuse solide. I due regolamenti pertinenti che i fornitori/spedizionieri di materiali solidi devono rispettare sono, in primo luogo, il MARPOL allegato V, pensato per prevenire l’inquinamento dell’ambiente marino, e in secondo luogo, il codice International Maritime Solid Bulk Cargo (Codice Internazionale Marittimo per le rinfuse solide – IMSBC), istituito per garantire la sicurezza del trasporto delle rinfuse solide.

Le conseguenze di questo lavoro è che, innanzitutto, i residui delle rinfuse che rientrano in determinati criteri non possono più essere scaricati in mare dal 1 gennaio 2013*. Residui secchi e/o acque di lavaggio devono essere scaricate presso “impianti portuali adeguati”. Inoltre, se tali servizi non sono disponibili, il capitano può rifiutare di spedire la merce.
Gli speditori devono dichiarare se i loro carichi sono dannosi o meno per l’ambiente marino. Tali dichiarazioni devono essere incluse nei documenti di spedizione e l’autorità competente dello Stato in cui avviene il carico deve essere avvisata. I fornitori, i clienti e le compagnie di navigazione hanno bisogno di lavorare insieme per valutare se impianti portuali adeguati sono disponibili presso il porto di sbarco, o al successivo porto di carico.

Nel dicembre 2012, ECI ha completato un progetto per aiutare l’industria mondiale del rame (produttori, commercianti e clienti) a soddisfare tali obblighi. Nello specifico, il progetto ha valutato come classificare opportunamente le rinfuse come concentrati di rame, metallina grezza, scorie e rottami, e come poi identificare quali rinfuse devono essere classificate come “dannose per l’ambiente marino” secondo MARPOL allegato V dal 1 ° gennaio 2013 in poi, e quali rinfuse solide soddisfano i criteri IMSBC-MHB, dal 1 ° gennaio 2015 in poi.
Una nota di orientamento dell’IMO, di due pagine, riguardo alla classificazione provvisoria è disponibile qui.

* Nella riunione del 16 maggio 2013, il Comitato per la protezione dell’ambiente marino dell’IMO ha convenuto che, fino al 31 dicembre 2015, l’acqua di lavaggio proveniente da stive contenenti rinfuse solide e classificate come “dannose per l’ambiente marino”, può venire scaricata al di fuori di zone speciali, purché:

  • il capitano determini che non ci sono adeguate strutture di accoglienza al porto di arrivo o al successivo porto di scalo;
  • la nave sia in tragitto e ragionevolmente lontana dalla terraferma, ma non meno di 12 miglia nautiche;
  • prima del lavaggio, i residui della rinfuse solide vengano rimossi (e insaccati per lo scarico a terra) per quanto possibile e le stive vengano spazzate;
  • dei filtri siano utilizzati nei pozzetti di sentina per raccogliere ogni particella solida residua e minimizzare scarico residuo solido; e
  • lo scarico venga registrato nel Garbage Record Book e lo Stato di bandiera venga avvisato utilizzando il Revised Consolidated Format for Reporting Alleged Inadequacies of Port Reception Facilities (MEPC.1/Circ.469/Rev.2).

Clicca qui per il comunicato IMO di due pagine riguardo all’ampliamento di questa convenzione.

Unisciti al “Business Venture” dell’Industria globale del rame per l’IMHO-GHS

Sono disponibili informazioni per le industrie non associate a CopperAlliance, che vogliono unirsi a questo progetto: