Il rame e la casa 2012

Il rame e la casa 2012

La quarta edizione del concorso “Il rame e la casa” ha visto la partecipazione di 275 progetti, di cui 150 nella categoria professionisti e 125 per la categoria studenti, con una notevole partecipazione a livello internazionale. I premi dell’edizione 2012 sono stati aggiudicati da una qualificata e attenta giuria, composta da riconosciuti professionisti del settore: Luisa Bocchietto, architetto e presidente dell’ADI, Odoardo Fioravanti, industrial designer e vincitore dell’edizione 2008 e Marco Romanelli, architetto e critico del design. Il primo premio è stato assegnato al francese Francesco Morackini con il progetto “Prohibition Kit”.

Categoria architetti e designers

1°premio

Designer: Francesco Morackini
Progetto: “Prohibition Kit”

La giuria assegna all’unanimità il primo premio al lavoro di Francesco Morackini (Francia) che, oltre alla cura grafica della presentazione, presenta due principali qualità: da un lato un’acuta analisi della realtà e dall’altro la capacità di utilizzare lo strumento progettuale per incidere su di essa. Attraverso un “camouflage kit” quattro oggetti quotidiani piuttosto comuni (una brocca, un fornelletto per fonduta, una pentola e una fruttiera) nascondono la loro vera, e ironica, identità di apparecchio per la distillazione “abusiva” di alcoolici.

2° Premio:
Designer: Stefania Ruggiero
Progetto: “Pix”

La giuria assegna all’unanimità il secondo premio al lavoro di Stefania Ruggiero (Italia) che si allontana dalle tipologie più comuni per individuare un’area progettuale poco praticata, se non sconosciuta, trasformando il cardine di un portoncino in uno strumento musicale. Il movimento di apertura provocherà una melodia (modificabile sostituendo il cilindro) con funzioni contemporanee di garbato segnale sonoro di avvertimento e di poeticizzazione del quotidiano.

Menzioni d’onore:

Designer: Ernesto Iadevaia e Lorenzo De Rosa
Progetto: “Chiamami Forse”

Citando le proprietà batteriostatiche del rame, Iadevaia e De Rosa (Italia) ridefiniscono ironicamente le ciotole destinate al cibo degli animali come macro-visualizzazioni degli eventuali batteri presenti. Ne deriva un oggetto contemporaneamente ludico e igienico.

Designer: Samuel Bernier
Progetto: “Joulius”

Partendo dall’analisi della realtà (“come un cervello umano il computer portatile produce molto calore mentre lavora”) e dagli espedienti messi in atto per ovviare ai relativi problemi (“i professionisti della grafica 3D sono soliti sollevare il loro computer rispetto alla superficie del tavolo”), Samuel Bernier (Canada) propone un elegante custodia in rame forato per laptop che, al momento dell’uso, posizionata sotto di esso, consentirà al calore, grazie alle proprietà conduttive del rame, di essere diffuso nell’ambiente. L’oggetto progettato dimostra, oltre ad un impiego pratico interessante e innovativo, una notevole attenzione per la forma.

Designer: Alberto Fabbian
Progetto: “Più o Meno”

Quotidianamente il corpo umano è sottoposto a notevoli quantità di onde elettromagnetiche. Con una punta di ironia Alberto Fabbian (Italia)si occupa del problema creando un semplice meccanismo in grado di scaricare a terra l’elettricità statica. Costruito con eleganza minimale, uno sgabello si compone di due parti: una struttura lignea isolante a tre gambe a cui è sovrapposto un pianale con gamba (la quarta mancante) in rame.

Designer:Jan Hrebicek
Progetto: “Ultimo”

Le leghe di rame trovano frequente e ottimale uso nella progettazione di maniglie. Jan Hrebicek(Repubblica Ceca), partendo da questo presupposto e da una tradizione familiare con il bronzo, progetta una maniglia estremamente elegante. Il minimalismo dell’insieme è accentuato dalla significativa, e calcolata, riduzione dimensionale della rosetta che consente alla “lama” di evidenziarsi massimamente.

Designer: Giacomo Ravagli (Italia)
Progetto: “Star”

Una costellazione si proietta sul soffitto grazie all’utilizzo, come diffusore, di una lamiera di rame stirata e forata in modo tridimensionale. Componibile secondo moduli tronco-conici rovesci, questo grande lampadario è di sicuro effetto sia quando acceso che quando spento.

Designer: Geoffroy Destruel (Francia)
Progetto: “Tea Set”

Il ritorno del rame all’interno delle cucine può avvenire per le sue valenze estetiche. Così si verifica per questo servizio da té, elegantemente nostalgico, ove alla porcellana bianca si uniscono filtri individuali per le foglie aromatizzate realizzati in rame.

Categoria studenti

1° Premio:

Designer: Michal Jan Holcer
Progetto: “B-side”

La giuria assegna all’unanimità il premio al lavoro di Michal Jan Holcer (Polonia) che propone un rubinetto per comunità che funziona contemporaneamente come dispenser per il sapone. Il rubinetto, grazie al suo particolare disegno, riduce il contatto con la mano dell’utente e inoltre sfrutta le qualità batteriostatiche del rame. Ne deriva un’immagine innovativa e minimale che nulla toglie alla funzionalità dell’oggetto.

Menzioni d’onore:

Designer: Arthur Hoffner
Progetto: “Delta Mirror”

Riferendosi all’ipotesi di lastre di rame usate nell’antico Egitto all’interno degli edifici per catturare la luce solare, Arthur Hoffner (Francia) propone uno “specchio da terra”: invenzione tipologica destinata non tanto a specchiarsi quanto a creare magici effetti di luce rossa sulle pareti e sul pavimento.

Designer: Zsófia Krisztina Sárváry e Bence Kovácsik
Progetto: “Három”

Három è un’ elegante riproposta del tradizionale contenitore per cibi che gli operai portano con sé al lavoro. Muovendo dal presupposto che i nuovi principi salutistici culinari postulano la necessità di consumare sempre un pasto calibrato, Zsófia Krisztina Sárváry e Bence Kovácsik (Ungheria) propongono un contenitore in rame rivestito internamente in stagno con coperchio in sughero, maniglia utilizzabile come coltello/forchetta e elastico di chiusura. Un oggetto con un sapore all’unisono antico e contemporaneo.

Designer: Karen Ruz Sanchez (Messico)
Progetto: “Riparo per uccelli”

Il design guarda all’arte con la proposta di ripari per uccelli da posizionare nei giardini domestici o urbani. La suggestione progettuale ha origine nel gesto stesso di tendere la mano per offrire un seme ai piccoli volatili, di qui nasce un’intera collezione di rifugi o appoggi, da realizzarsi in fusione di ottone, sempre adottando il tema iconografico delle mani, tese o raccolte in diverse posizioni.