Risorse professionali

Il rame “trasporta” anche il freddo?

Certo: si tratta sempre di scambio di calore. Il rame e le sue leghe non infragiliscono alle basse temperature (motivo per cui vengono usate nelle applicazioni crioscopiche).
Un interessante applicazione è una pista da pattinaggio in Svezia: è stato usato del tubo di rame con CO2 come fluido refrigerante al posto dei tubi plastici con acqua e sale.
Grazie a questo accorgimento, sono sono stati ottenuti enormi risparmi di energia e denaro: innanzitutto molta meno energia da fornire alle pompe di circolazione e poi una temperatura un po’ più elevata per il fluido di refrigerazione.
Considerando anche altri interventi su altre parti dell’impianto, il risparmio ottenuto, nel funzionamento della struttura, permette di recuperare i maggiori costi di costruzione in 5 o 6 anni e per tutti gli anni successivi il risparmio è di € 33.500 all’anno! (al costo dell’energia svedese del 2006 quando hanno inaugurato l’impianto).

Il rame dei tubi è lo stesso di quello dei fili elettrici?

No. Entrambi hanno un contenuto di rame (e argento) minimo del 99,90%, ma cambiano le percentuali degli elementi presenti. Nel rame per la conduzione elettrica – chiamato CuETP– è presente un po’ di ossigeno, che non deprime la conducibilità elettrica, però inducendo fragilità in ambiente riducente, peggiorando la deformabilità plastica a freddo e soprattutto l’attitudine alla brasatura.
Pertanto nel rame usato per l’impiantistica – chiamato CuDHP – è necessario eliminare l’ossigeno: lo si fa aggiungendo un elemento disossidante quale il fosforo, che migliora le caratteristiche tecnologiche, a scapito della conducibilità elettrica.

Il rame è pericoloso per la salute umana?

No. Il rame, nell’ambito dei suoi comuni utilizzi, non è pericoloso per la salute umana. Possiamo affermare che è la carenza di rame -e non l’eccesso- che provoca i maggiori problemi per l’organismo umano.
Oltretutto, nel caso che ne abbia assunto troppo, l’organismo provvede ad auto-proteggersi espellendone l’eccesso attraverso il vomito, prima che esso possa venire assorbito.
Ricordiamo inoltre che non esistono malattie professionali legate al rame.
La letteratura medica riporta due rare malattie riguardanti il rame: il morbo di Wilson che provoca un accumulo di metallo e il morbo di Menke, che determina al contrario una forte carenza. In entrambi i casi si tratta di disfunzionamenti del metabolismo umano di origine genetica.

Il rame è un metallo pesante e quindi tossico?

No: le ricerche del VRA hanno mostrato che il rame non è un materiale CMR (cancerogeno, mutageno, dannoso per la riproduzione) o PBT (persistente, bio-accumulante, tossico).
<span xml:lang=”it-IT” xml:lang=”it-IT”>Detto questo, è necessario fare alcune puntualizzazioni:

  • non esiste una definizione di “metallo pesante” da parte delIo IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry);
  • la “pesantezza” è una proprietà della materia legata alla densità, non all’effetto sulla salute;
  • la tossicità di una sostanza dipende dal suo stato chimico e dalla sua quantità.
Il rame rilasciato da tetti, gronde e pluviali interagisce con l’ambiente?

La quantità di rame che viene rilasciata dalle coperture durante le precipitazioni atmosferiche è trascurabile e si può valutare in qualche grammo all’anno per metro quadro. Una volta che raggiunge il terreno, la maggior parte di questo rame reagisce formando sali insolubili e inerti, che non possono ulteriormente reagire con l’ambiente e gli organismi circostanti: tali composti non sono quindi “bio-disponibili”.

Pertanto non c’è bisogno di speciali installazioni o dispositivi di filtraggio per catturare il rame rilasciato dalle coperture, dal momento che questo processo viene già fatto dalla natura.

Il rame si indurisce quando viene conservato per lunghi periodi di tempo?

Il rame non indurirà durante la conservazione, non ha una durata di conservazione.

Il tetto di rame amplifica il rumore della pioggia?

No. Pur essendo un metallo, il rame è piuttosto tenero, quindi “assorbe” meglio l’urto delle gocce di pioggia, rispetto ad altri supporti metallici. Per eliminare il problema sono in commercio tavolati e supporti fonoassorbenti.

Il tubo per condizionamento e refrigerazione “funziona” in altre applicazioni?

Certo, per esempio in geotermia. Il tubo viene posato sottoterra per prelevare calore dal terreno: l’energia così ottenuta viene sfruttata per il riscaldamento degli edifici o per la produzione di acqua calda. Nel tubo di rame scorre un fluido frigorigeno, destinato ai cicli di condensazione ed evaporazione all’interno della pompa di calore.
Grazie al rame, si ottengono efficienze elevate non raggiungibili in altro modo, che si traducono in una minore occupazione di superficie del suolo.

Un’altra applicazione poco nota è la formazione del ghiaccio per le piste di pattinaggio: succede in Svezia, dove dal 2006 si è iniziato ad utilizzare il rame per questo scopo. Grazie al rame e alla COcome fluido refrigerante (al posto dei tubi plastici con acqua e sale), sono stati ottenuti enormi risparmi di energia e denaro.

Il verderame che si forma all'interno delle tubazioni per l'acqua potabile è dannoso per la salute?

No. Innanzitutto bisogna chiarire che quello che si forma nelle tubazioni non è verderame: l’equivoco nasce dal fatto che numerosi sali di rame hanno una colorazione verde o verde-azzurra.
Il verderame, che si usa in agricoltura, è oltretutto solubile in acqua quindi non potrebbe restare sulle pareti interne del tubo.
Qui si forma un sale di stechiometria non definita composto da numerosi anioni, che è protettivo, resistente e non dannoso per la salute umana.

In quali casi il tubo del gas va rivestito?

In alcuni casi la UNI 7129 impone una guaina o una protezione per il tubo.
Per evitare urti e danneggiamenti, le tubazioni sui muri esterni devono essere protette con una guaina d’acciaio spessa 2 mm (o una protezione equivalente), fino a 1,5 m di altezza.
Viene specificato che “nell’attraversamento di muri perimetrali esterni, mattoni pieni, mattoni forati e pannelli prefabbricati il tubo […] deve essere protetto con tubo guaina passante impermeabile ai gas ” (punto 4.4.1.5).
E’ obbligatoria una guaina anche nel caso in cui si attraversino muri solai (p. 4.4.1.8).

I tubi di rame interrati “devono essere conformi alla UNI 10823, cioè dotati avere un rivestimento protettivo” (p. 4.5.1.3.6) ed va prevista, come per tutti gli altri materiali, “ad almeno 300 mm sopra la tubazione, la posa di un nastro di avvertimento di colore giallo-segnale (RAL 1003)” (p. 4.5.1.3.1).
Per le tubazioni che passano attraverso locali classificati con pericolo d’incendio, allora è necessario adottare una protezione con materiali aventi classe A1 di reazione al fuoco, come un tubo guiaina passante di metallo (p. 4.4.1.4).

Novità per gli impianti domestici

L’articolo, pubblicato su TIS nel 2009, descrive le novità introdotte dalle nuove norme sugli impianti dellacqua potabile e per il trasporto del gas, come le EN 806 e la UNI 7129-1.

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