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Da quanto tempo si usa il rame in agricoltura?

Il primo uso documentato fu nel 1761, quando si è scoperto che i grani di semi imbevuti in una soluzione debole di solfato di rame hanno inibito la trasmissione di funghi sui semi.

Ho sentito che dall'anno prossimo il tubo di rame sarà vietato in Germania, o in Danimarca, non ricordo bene....

Non è vero. Queste sono voci false, che non hanno alcun fondamento. Il tubo di rame è il quello più usato, conosciuto ed apprezzato. Inoltre è quello più igienico per i suoi capacità di combatter la proliferazione dei batteri e per la sua salubrità.
Anzi, se ci segnalate chi mette in giro queste voci…

Dopo quanto tempo un tetto di rame diventa verde?

Dipende. La formazione della patina ( che è un sale verde di composizione chimica variabile ) è un processo che dipende dalla composizione dell’atmosfera ( quindi dall’umidità e dalla salinità dell’aria) e dall’inclinazione del tetto. Il verde si raggiunge entro 4-6 anni in zone costiere (ma spesso anche più velocemente), e oltre i 50 delle aree montane.

Dov'è il rame negli impianti solari?

I collettori solari più efficienti hanno al loro interno una lastra di rame accoppiata ad una serie di tubi, sempre in rame, nei quali scorre il fluido termovettore. Il tubo di rame anche serve per il collegamento tra collettore e boiler di accumulo, dentro cui ci sono le serpentine di scambio termico, sempre in rame.

La scelta di questo metallo non è dovuta solo alla sua conduttività termica, ma anche alla resistenza alle alte temperature, alla compatibilità chimica coi fluidi termovettori e alla possiblità di trattamenti superficiali per l’annerimento delle piastre.

Dove viene estratto il rame?

Il rame viene estratto un po’ in tutto il mondo. In generale, tutti i Paesi a ridosso delle Ande e delle Montagne Rocciose sono ricchi in rame: il massimo paese estrattore è il Cile, seguito dagli Stati Uniti e dal Perù. Altri produttori importanti sono la Cina, l’Australia, l’Indonesia, la Russia, il Canada.

Dove viene impiegato il rame per il risparmio energetico?

Per lo scambio di energia termica il rame viene impiegato nei pannelli radianti a pavimento e a parete, nei collettori solari termici, nelle pompe di calore, nei sistemi di riscaldamento e raffrescamento, nei captatori per energia geotermica, negli scambiatori di calore per uso industriale, ecc..
Nel trasporto dell’energia elettrica, troviamo il rame si trova nei generatori eolici, negli impianti idroelettrici, nei trasformatori, nei motori elettrici, nei microchips dei computer e nei superconduttori.

E' vero che il rame è completamente riciclabile?

Si. Il rame è riciclabile 100%. Le nazioni tecnologicamente più avanzate recuperano i prodotti contenenti rame al termine della loro vita utile: ad esempio il rame è la materia prima di cui l’Italia dispone maggiormente, pur non possedendo miniere. Questo contribuisce a ridurre la dipendenza dalle importazioni.
L’elevato riciclo dei rottami rende praticamente trascurabile il contributo del rame all’incremento costante dei rifiuti solidi e industriali. Solo una piccola parte non viene recuperata: essa è dispersa prevalentemente come composti chimici necessari per l’agricoltura.
Oltre il 40% del rame attualmente utilizzato in Italia proviene dal riciclo. Tale percentuale è destinata ovviamente a salire, visto che la disponibilità di rottami è strettamente correlata al consumo di 20-30 anni prima e quest’ultimo è andato sempre aumentando; addirittura si calcola che l’80% circa del rame estratto fin dall’antichità sia ancora in uso sotto varie forme.

E' vero che il rame è contenuto nella maggior parte dei cibi che noi mangiamo?

Si, e anche in notevoli concentrazioni. L’assimilazione del rame è indispensabile per il buon funzionamento dell’organismo e quindi per mantenere un buono stato di salute.

Come devo realizzare le giunzioni degli impianti per gas medicali?

La norma UNI EN ISO 7396-1 impone che, “tranne le giunzioni meccaniche usate per certi componenti, tutte le reti di distribuzione devono essere saldate o brasate” (punto 11.3.1).
Inoltre specifica che il metallo di apporto non debba contenere più del 0,025% in peso di cadmio e che le caratteristiche meccaniche delle giunzioni debbano rimanere inalterate a 600°C: bisogna quindi usare la brasatura forte con leghe senza cadmio, operando con gas inerti internamente alla tubazione.

Posso utilizzare il tubo ITS per il condizionamento?

No. Il tubo per l’idrosanitaria e il gas è definito dalla UNI EN 1057, mentre quello per l’allacciamento degli apparecchi per refrigerazione e condizionamento dalla EN 12735-1.
Oltre al fatto che quasi mai le caratteristiche dimensionali (spessore, diametro e tolleranze) coincidono, la norma sul condizionamento impone che il tubo venga tappato alle estremità; di ciò non c’è traccia nella UNI EN 1057; inoltre sono richiesti test differenti per verificare la conformità meccanica e chimica del tubo. Differente è anche la pulizia interna richiesta dalle norme: la UNI EN 1057 impone che il tubo abbia un residuo carbonioso inferiore ai 0,20 mg/dm2, mentre la EN 12735-1 si preoccupa di generici residui (per es. polveri) che non devono superare i 38 mg/m2. In altre parole: nell’idrotermosanitaria bisogna controllare il livello dei residui carboniosi, mentre nei tubi per condizionamento il contenuto di polveri potrebbe provocare danni come il grippaggio dei compressori o l’otturazione delle valvole di laminazione

Ho sentito parlare del Power Quality. Di cosa si tratta?

Gli impianti elettrici sono frequentemente interessati, in modo più o meno rilevante, da disturbi di natura elettromagnetica provenienti dalle reti di distribuzione e dai carichi da essi stessi alimentati, disturbi che possono provocare sia malfunzionamenti che guasti su molti componenti dell’impianto. Pertanto la qualità dell’energia elettrica ( o Power Quality, abbreviato PQ) può incidere oltre che dal punto di vista tecnico anche su quello economico (basta pensare alle conseguenze di eventuali disservizi).
Quindi con il termine Power Quality si intendono tutte le problematiche relative al miglioramento delle caratteristiche qualitative dell’energia elettrica, che va vista come un prodotto industriale come gli altri.

Quanto costano le gabbie in lega di rame ?

Il costo esatto delle leghe di rame in acquacoltura dipende da molteplici fattori quali le dimensioni della gabbia, il trasporto dei materiali in cantiere, e quindi della gabbia al sito di allevamento. Nel complesso, il costo totale è compensato dal risparmio dei costia lungo termine associati con la durata più lunga, una riduzione delle perdite di pesce,minore manutenzione,etc.